Dott.ssa Giusi Quartararo

Parto a domicilio

Nascere in casa nel XXI secolo è possibile ed è sicuro!

Dal 2020 assisto i parti a domicilio con l’equipe di Madre Terra, un gruppo di ostetriche creato da me, Roberta Giovanelli, Elena D’Ambrosio e Sabrina Bocchi.

Per essere seguite dal nostro gruppo, è necessario un incontro conoscitivo con visita entro la 30esima settimana di gestazione.

La nostra assistenza ostetrica (regolamentata dal profilo assistenziale della Regione Piemonte) prevede:

  • una visita ostetrica con anamnesi come presa in carico.
  • visite successive in gravidanza da concordare in base alle necessità.
  • reperibilità 24/24h da 37 settimane a 42 settimane.
  • una visita domiciliare ogni 7-10 giorni durante il periodo di reperibilità..
  • assistenza ai prodromi, al travaglio e al parto a domicilio.
  • n°visite (da concordare) post nascita 
  • visita a 40 giorni  

É utile ricordare, che è una scelta possibile se ci sono delle condizioni imprescindibili:

  • la donna deve essere in salute,
  • la gravidanza deve essere fisiologica (assenza di patologia materno-fetale), 
  • il benessere emotivo legato all’esperienza deve essere sempre presente  (è sempre possibile cambiare idea),
  • entrambi i genitori devono essere d’accordo e motivati.
  • il percorso con le ostetriche deve essere avviato durante la gravidanza.

 

La Regione Piemonte riconosce un rimborso di 930€ su 3500€ circa alle donne/coppie che scelgono di partorire a domicilio; se il travaglio dovesse uscire dalla fisiologia e si decidesse per il trasferimento alla struttura ospedaliera, il rimborso è di 310€. 

Spunti di riflessione per una scelta consapevole….

Ad oggi la scienza e la clinica sono così avanzate che partorire in casa sembra anacronistico, ma non è così.

In molti paesi del nord Europa è vivamente consigliato da: medici, ospedali, ministero della salute e dalle stesse ostetriche che lo assistono.

Tutti concordano che è un investimento in termini di salute, sia per il singolo ma soprattutto per la comunità.

Dal 2012 ad oggi ho assistito più di un centinaio di parti in casa, e credo sia l’esperienza più gratificante del mio lavoro. 

Chi non ha mai fatto questo tipo di esperienza e non ha una formazione aggiornata in merito, sia come operatore (ostetriche e medici) che da profano, stenta a comprenderne le motivazioni, la scientificità e a credere nel valore aggiunto che questa esperienza porta alla madre, al bambino e alla coppia.

Il valore aggiunto sta nell’ambiente e nelle modalità assistenziali, che si ripercuotono su ciò che accade in travaglio e nel parto, sulla salute di mamma e bambino, ma non in termini negativi e catastrofici, come tutti pensano, ma in positivo.

Si crea SALUTE, si riducono le induzioni, l’uso di farmaci, le lacerazioni, si riducono addirittura i tagli cesarei, per non parlare della garanzia pari al 99% di allattare esclusivamente al seno, se la donna desidera allattare.

Incredibilmente, scopriamo attraverso studi autorevoli, che se utilizzassimo le modalità assistenziali che vengono messe in atto a domicilio, anche negli ospedali più medicalizzati, avremmo un miglioramento della salute di donne e bambini nel breve e nel lungo periodo.

Non voglio convincere nessuno che sia una scelta giusta, voglio solo che nel 2022 le donne sappiano che esiste la possibilità, così da fare scelte consapevoli anche negli ospedali.

Giusi Quartararo

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